Ecommerce: come iniziare per avviare un negozio di successo

Il numero di persone che acquistano online cresce anno dopo anno. Ogni giorno, solo in Italia, avvengono milioni di vendite su internet. È più che legittimo chiedersi come iniziare con un ecommerce, così da poter entrar a far parte di questo giro di affari che muove ogni anno decine di miliardi di euro.

In realtà l’apertura di un negozio online è molto più semplice di quella di uno store fisico. Gli aspetti legali e fiscali sono simili, così come alcune operazioni legate alla logistica e alla gestione dei prodotti, ma nel caso delle vendite online esistono dei sistemi per semplificare di molto la vita del venditore.

Parleremo anche di questo: nei prossimi paragrafi verrà spiegato non solo come avviare un ecommerce di successo, ma anche di come ottimizzare le vendite grazie al marketing online. Tutti questi argomenti sono contenuti nel mio corso Online Marketing per Imprenditori.

Gli step per inziare con un ecommerce in sintesi

  • Studia il marketing
  • Trova un nicchia di mercato
  • Informati sugli aspetti legali e fiscali
  • Costruisci l’ecommerce
  • Implementa una strategia di marketing

Per approfondire, vedi anche: come guadagnare soldi online.

Studia il marketing

È impensabile aprire un ecommerce senza avere la minima competenza in ambito marketing.

Non mi riferisco ad un percorso accademico tradizionale, stai tranquillo. Per l’apertura di uno store online non è necessario alcun titolo di studio.

Quello che intendo è che chi vuole fare strada nel mondo delle vendite online deve, per forza di cose, studiare alcuni argomenti che sono alla base del settore.

Si può avere un ecommerce di successo senza essere un esperto di strategie di marketing, certo, ma concetti come il copywriting e l’advertising sono indispensabili per diventare un buon venditore.

Per farli tuoi puoi optare per un corso come Online Marketing per Imprenditori, che include al suo interno tutte le risorse necessarie per passare dall’essere un imprenditore tradizionale ad un imprenditore digitale.

Una buona formazione, in questo caso, è di vitale importanza.

Trova una nicchia di mercato

È il prodotto a fare il negozio, e non viceversa.

Per questo motivo prima di aprire un ecommerce devi aver chiaro cosa e soprattutto a chi venderai.

Questa prima fase, che prende il nome di analisi di mercato, è indispensabile per la buona riuscita del tuo business.

È una fase preliminare, che deve cioè precedere l’apertura vera e propria dello store.

Non hai bisogno di particolari strumenti per farla e, se come ti ho consigliato prima, avrai acquisito delle nozioni di marketing, ti sarà tutto molto più facile.

Inizia trovando una nicchia del mercato, ovvero un settore ristretto, con esigenze e richieste molto specifiche.

e commerce da dove iniziare

Se sei all’inizio, infatti, è difficilissimo competere con i grandi store generalisti che vendono merce di ogni tipo.

Molto più facile è diventare popolare per pochi prodotti di successo, che i clienti identificheranno con te e con il tuo ecommerce.

Ne bastano pochissimi: ci sono negozi online che addirittura vendono un solo prodotto.

Per capire quale questo deve essere è indispensabile studiare il pubblico e la concorrenza del settore che hai scelto.

Seleziona prodotti e servizi

Ipotizziamo che tu abbia deciso di rivolgerti ad un pubblico giovane, diciamo pure di ragazzi compresi tra i 15 e i 30 anni.

All’interno di questa prima categoria puoi individuare una nicchia, cioè un suo sottoinsieme.

Nel nostro esempio, prendiamo come nicchia le coppie fidanzate.

Sì, hai capito bene: tra i milioni di giovani che navigano sul web, a te interessano quelli che sono impegnati in una relazione.

Perché? Il motivo è semplice, una relazione significa anche regali per il proprio partner.

Il tuo sarà quindi un ecommerce che proporrà idee regalo per giovani fidanzati.

Quanto oltre può spingersi la tua analisi?

Ti ho detto che devi valutare contemporaneamente sia il pubblico che la concorrenza, così da individuare le fratture in cui tu puoi inserirti con la tua offerta.

Ci sono tanti negozi che propongono pensieri da regalare alla persona che si ama, ma in alcuni casi sono prodotti poco originali, o troppo costosi o, al contrario, troppo economici.

Del resto un giovane spesso non ha molto budget a disposizione.

Hai tracciato l’identikit del tuo prodotto di successo.

Un regalo originale, magari personalizzabile, che non costi troppo o troppo poco.

Questa singola idea di prodotto può realizzare, se ben sfruttata, migliaia di vendite.

Informati sugli aspetti legali e fiscali

Gli aspetti legali e fiscali legati all’apertura di un ecommerce non sono particolarmente complessi, ma ti consiglio comunque di rivolgerti a un professionista.

Con una spesa molto contenuta puoi affidarti ad un commercialista pronto a consigliarti e guidarti soprattutto nelle prime fasi del tuo nuovo business, evitando di incappare in sanzioni.

In linea di massima, per aprire un negozio online, è indispensabile aprire una partita IVA. Solo in via temporanea (meno di 30 giorni) puoi rientrare nelle prestazioni occasionali, sfruttando questo lasso di tempo per fare delle prime prove del tuo sito.

La posizione va comunque regolarizzata il prima possibile con l’apertura della partita IVA, scegliendo il giusto codice ATECO che identifica il tipo di attività che si svolgerà. Nel nostro caso è ideale il codice 47.91.10 – “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotti effettuato via internet”.

Con la partita IVA a tua disposizione puoi continuare l’iter burocratico, presentando al tuo comune il modello SCIA per il commercio elettronico e richiedendo l’iscrizione al Registro delle Imprese alla Camera di Commercio.

Fai attenzione anche a rispettare le diverse normative riguardanti la privacy degli utenti (che creeranno il loro account sul sito), i Termini e le Condizioni d’uso dello store e gli aspetti legati alla politica sulle spedizioni, i resi e i rimborsi. Un professionista, come puoi ben capire, ti scaricherà di molte responsabilità.

Quanto ai costi, per fortuna non sono molto elevati, soprattutto se si opta per il regime forfettario. Parliamo di un’imposta sostitutiva pari al 15% sul reddito imponibile, che nel nostro caso è il 40% dei ricavi: tale imposta è ridotta al 5% per i primi 5 anni. Ci sono poi le spese legate ai contributi fissi da versare alla Gestione Artigiani e Commercianti, e che costituiranno il tuo fondo pensionistico.

Organizza la logistica

Gestire un ecommerce significa anche farsi carico di oneri come quelli relativi alla logistica.

A meno che tu non scelga di avvalerti di modelli come quello delle vendite in dropshipping, dovrai gestire non solo l’aspetto digitale delle vendite, ma anche quello fisico.

Non è un lavoro da poco, ma può essere semplificato se si adotta sin da subito una strategia chiara, ottimizzando i vari processi.

Vediamo quali sono quelli principali, andando per ordine.

Magazzino e inventario

Non c’è molto da discutere: hai bisogno di un posto dove conservare la tua merce in attesa che venga venduta. In base al tipo di prodotto potrebbero essere necessari alcuni accorgimenti: pensa, ad esempio, alla necessità per alcuni oggetti di essere conservati in ambienti asciutti o addirittura refrigerati.

Conservare la merce non è l’unica cosa da fare. È necessario avere anche un inventario costantemente aggiornato, che ti permetta di sapere a colpo d’occhio quanti e quali prodotti hai a disposizione.

Questo serve anche ad evitare che qualcuno acquisti qualcosa che è già sold out, o in quantità che non potresti coprire con quello che hai in magazzino.

Imballaggio e spedizione

Completato l’acquisto inizia la seconda fase: devi spedire gli ordini ai clienti. Anche questa operazione richiede una serie di accortezze per essere portata a termine nel migliore dei modi.

Innanzitutto c’è da preparare gli imballaggi. Scatole, etichette, soluzioni per evitare che i prodotti si danneggino (pluriball, pellet, carta, etc…): in base al tipo di prodotti dovrai studiare la soluzione migliore, anche in termini di costo.

Finché il volume degli ordini sarà basso, potrai occuparti tu stesso di queste cose. All’aumentare delle vendite, però, potrebbe essere necessario avere una figura dedicata a queste operazioni.

Per le spedizioni oggi ci sono più soluzioni che in passato. Molti corrieri offrono dei pacchetti a prezzi convenienti proprio per gli ecommerce, anche quelli piccoli. Con una ricerca sul web puoi renderti conto velocemente dei volumi e delle tariffe richieste.

Assistenza e resi

Probabilmente l’aspetto più difficile da gestire, il post vendita. Il tuo lavoro non termina dopo aver spedito il pacco. Dovrai essere a disposizione del cliente anche successivamente, per risolvere problemi e chiarire dubbi.

In Unione Europea, inoltre, il venditore ha l’obbligo di offrire a chi acquista 14 giorni di tempo per il reso. Non è facile farsi carico di questo onere: ogni reso comporta una nuova spedizione (che può essere pagata dal cliente o dal venditore), il controllo del prodotto (se è stato restituito integro o meno), l’emissione del rimborso e la revisione dell’inventario.

Costruisci l’ecommerce

Un ecommerce non è altro che un negozio digitale e, come il titolare di un’attività tradizionale deve badare alla qualità del suo punto di vendita, così chi vende online deve prestare attenzione a come si presenta il suo sito.

Come non entreresti mai in un locale che cade a pezzi, così sarà molto difficile che i tuoi potenziali clienti restino volentieri su un ecommerce di scarsa qualità.

Grafica poco curata, menù di difficile comprensione, prodotti presentati male: tanti sono gli aspetti che possono influenzare negativamente la resa del tuo negozio online.

e commerce online come iniziare

È importante che tu costruisca un ecommerce che offra all’utente un’ottima esperienza di navigazione, incuriosendolo e, ovviamente, facendo in modo che completi la sua visita con un acquisto.

La realizzazione tecnica dell’ecommerce è un’operazione tutt’altro che scontata, ma che per fortuna può essere portata a termine anche senza avere esperienza pregressa nel settore.

Ci sono infatti diverse piattaforme che permettono di realizzare un sito per le vendite online anche ai principianti assoluti.

Per approfondire, vedi anche: i miglior hosting WordPress.

Le piattaforma di riferimento per un ecommerce

Quando si parla di ecommerce, due sono i nomi che saltano subito fuori: Shopify e WooCommerce.

Probabilmente avrai già sentito parlare di entrambi, o almeno di uno di essi.

Sono due servizi che contano milioni di utenti in tutto il mondo e che, inutile negarlo, hanno contribuito all’enorme crescita della vendita dei prodotti online.

Vengono usati regolarmente anche da colossi del settore come RedBull e Breil, il che ci lascia intuire piuttosto facilmente quali siano le loro potenzialità.

Per quanto simili, Shopify e WooCommerce hanno differenze piuttosto marcate tra loro, ed entrambi presentano sia pro che contro.

Ho realizzato un video sull’argomento, per offrirti una breve analisi sui tratti principali dei due servizi e su quando convenga utilizzare l’uno, quando l’altro.

Senza dilungarmi troppo, posso riassumere la situazione in questo modo.

Shopify è perfetto per i principianti: è un SAS (software as service), ovvero una piattaforma che integra al suo interno tutti gli strumenti necessari alla creazione di un ecommerce, dall’hosting alla gestione degli ordini.

Come tutti gli strumenti di questo tipo, offre minori possibilità di personalizzazione. Non fraintendermi, grazie anche alle app Shopify è possibile intervenire su tantissimi aspetti del proprio sito, ma è comunque un tipo di modifica vincolata a schemi già pronti, su cui non è possibile intervenire a basso livello.

Usare Shopify, inoltre, significa dover pagare una tariffa mensile e delle commissioni in base al fatturato, ma anche sottostare alle policy della piattaforma, che conserva il controllo sui singoli siti e che, in alcuni casi, può anche optare per soluzioni drastiche (ban, ad esempio).

Con WooCommerce hai invece molta più libertà d’azione, ma sono necessarie delle buone conoscenze tecniche. Spesso può essere necessario affidarsi ad un professionista che si occupi della gestione del sito.

Sono due piattaforme estremamente valide: pur preferendo WooCommerce, non mi sento di sconsigliarti Shopify, che è una fantastica alternativa per chi è alle prime armi.

Vedi anche: i migliori temi WordPress.

Implementa una strategia di marketing

Il successo o meno della tua attività di vendita non dipende solo dall’ecommerce in sé, ma anche da tutto il sistema che gli creerai attorno.

Per portare avanti la tua attività devi implementare una strategia di marketing che sfrutti tutti gli strumenti migliori del momento.

Mi riferisco anche ai social, che sono un ottimo modo per farsi conoscere e per catturare del traffico da deviare verso il tuo sito.

Puoi guadagnare con Instagram abbinando lo store al tuo profilo, e realizzando dei contenuti che catturino l’attenzione degli utenti.

Puoi anche ottenere traffico dalle pubblicità, sia quelle di Facebook che dalle YouTube ADS, oltre che con gli annunci su Google.

Dai motori di ricerca arriverà gran parte delle visite al tuo store.

Devi quindi investire molto sul posizionamento, sfruttando anche le strategie SEO, ovvero adottando degli accorgimenti che fanno in modo che il tuo sito occupi le prime posizioni nella pagina di ricerca per determinate keyword.

C’è tutto un mondo da scoprire, che non può essere riassunto in un solo paragrafo.

L’importante è che tu sappia che non puoi pensare di avere un ecommerce e lasciarlo a se stesso, senza curare tutto l’universo che gli orbita attorno.

Alternative a un ecommerce proprio: l’affiliate marketing

Quella offerta dagli ecommerce è un’ottima opportunità di guadagno, ma comporta degli oneri di cui non tutti possono o vogliono farsi caso.

Del resto, per quanto sia possibile partire da 0 anche con uno store online, a conti fatti è comunque necessario un certo budget iniziale.

Esiste però un modo di entrare nel mondo delle vendite su internet in maniera molto più pratica e veloce, con meno vincoli e obblighi da ottemperare.

È il sistema delle vendite in affiliazione, anche noto come Affiliate Marketing.

Rispetto ad un ecommerce tradizionale libera il venditore dai problemi relativi allo stoccaggio e alla distribuzione dei prodotti, nonché dell’assistenza post vendita.

Tutti questi aspetti, infatti, vengono gestiti dall’azienda che produce il prodotto.

Il venditore, in questo caso, non fa altro che promuovere le offerte, che sia su un sito o su un profilo social.

Il suo guadagno equivale ad una percentuale sulla vendita che viene stabilita insieme all’azienda: è una commissione che può arrivare fino al 70% sul prezzo finale.

Il business delle affiliazioni è anche scalabile con più facilità rispetto a quello degli ecommerce, poiché non sono necessarie risorse fisiche (magazzini più grandi, maggior numero di dipendenti) per espandere la propria attività.

Non c’è da stupirsi, quindi, se anche molti negozi online stanno decidendo di passare al modello delle affiliazioni, gestendo solo l’aspetto commerciale della vendita, e non quello logistico.

Vedi anche i dettagli sul mio corso sull’affiliate marketing.

Conclusioni

Abbiamo visto cos’è un ecommerce e come aprirlo, analizzando gli step principali e prestando attenzione anche ai pro e ai contro di questo tipo di attività.

Ci sono senza dubbio delle interessanti opportunità di crescita, ma a differenza di quanto alcuni vogliono far credere non è un settore in cui è così facile farsi strada.

Magazzini, spedizioni, reclami, sono tutti aspetti che richiedono tempo e denaro per essere gestiti al meglio, e che hanno un impatto elevato sui margini di profitto.

Sistemi come l’Affiliate Marketing, invece, permettono al venditore di lavorare con più tranquillità, soffermandosi solo su quello che effettivamente vuole fare, e cioè vendere.

Con un corso come ROIBOOK 0 puoi acquisire tutte le competenze necessarie per avviare sin da subito il tuo business con le affiliazioni, senza la necessità di alcun investimento iniziale.

Domande frequenti su come iniziare con l’ecommerce

Quanti soldi ci vogliono per aprire un negozio online?

I costi per l’apertura di un negozio online dipendono da diversi fattori. Ci sono, innanzitutto, le spese fiscali legate all’apertura della partita IVA e agli oneri che ne conseguono; a queste vanno sommate le spese di gestione del sito (che variano in base alla piattaforma scelta. Ci sono, infine, i soldi da investire per i prodotti e il loro stoccaggio. Modelli come l’Affiliate Marketing e il Dropshipping permettono di ridurre sensibilmente queste spese.
Vedi anche: come guadagnare con un blog oggi.

Quali sono i prodotti che si vendono di più online?

Non ci sono prodotti che in assoluto vendono di più online. È bene limitare la propria ricerca ad una specifica nicchia o settore, così da poter fare un’analisi di mercato e, tenendo in considerazione anche la concorrenza, capire quali prodotti hanno possibilità di successo più elevate.

Come cominciare a fare ecommerce?

Il modo migliore di iniziare con un ecommerce è affidarsi ad un professionista per la gestione fiscale dell’attività e ad una piattaforma come Shopify o WooCommerce per quella tecnica-realizzativa.

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