Corso dropshipping: come scegliere il migliore in Italia

La rete pullula di pubblicità che hanno per protagonisti i corsi di dropshipping. Le promesse che vengono fatte sono di quelle capaci di incuriosire anche i più diffidenti.

Guadagni importanti in poche settimane, grazie alla vendita di prodotti online e senza la necessità di alcun investimento iniziale: è veramente così?

Oggi proveremo a far luce sul dropshipping e sui corsi che riguardano questo modello di vendita, fornendo alcune utilissime indicazioni su come scegliere, tra i tanti disponibili, quelli veramente validi.

Ci sarà anche l’occasione per confrontare il dropshipping con un altro dei migliori business online del momento: la vendita di prodotti digitali.

Corso di dropshipping: come dovrebbe essere il migliore

I corsi di dropshipping devono garantire allo studente una formazione completa, in grado di alternare alle lezioni teoriche altre dedicate alla pratica e alla conoscenza dei principali strumenti utilizzati dai professionisti del settore.

Un buon corso dovrebbe essere strutturato in capitoli (e relative sottosezioni) e affrontare ogni aspetto legato al mondo del dropshipping. Di seguito sono riportate alcune delle macroaree che dovrebbero far parte dei migliori corsi di dropshipping.

Come iniziare

Molti degli studenti che iniziano un percorso formativo nell’ambito del dropshipping (o del digital marketing in generale) sono dei principianti assoluti.

Del resto, in molti casi, questa mancanza di conoscenze pregresse è anche dovuta alla giovane età di chi si avvicina a questo mondo. Sono sempre più i “giovanissimi” (dai 18 ai 30 anni) che decidono di investire sin da subito nella propria formazione con percorsi diversi da quelli accademici tradizionali.

Per questo motivo è necessario che i corsi di dropshipping abbiano una valida sezione introduttiva che permetta a chiunque, anche a chi è totalmente digiuno in materia, di prendere familiarità con determinati concetti e dinamiche, così da essere pronto ad affrontare poi le lezioni vere e proprie.

Come studiare il mercato

Lo studio del mercato è la fase preliminare, quella che cioè precede l’avvio vero e proprio dell’attività di dropshipping.

Studiare il mercato significa scattare un’istantanea dell’andamento del mercato, dei trend del momento, delle abitudini e delle necessità dei compratori, oltre che dei punti di forza e di debolezza della concorrenza.

I migliori corsi di dropshipping devono fornire tutte le competenze necessarie per diventare degli analisti attenti, capaci di capire quali sono i settori che possono garantire i risultati migliori.

È una questione di numeri e di matematica, certo, ma anche di intuito e fantasia. Non a caso molti business in dropshipping sono riusciti a scalare velocemente non solo grazie ad un’attenta pianificazione, ma anche sfruttando il potere dell’intuizione e la capacità di cogliere al volo le occasioni.

Come scegliere nicchie e prodotti

Come per ogni business di vendita che si rispetti, anche per il dropshipping è di vitale importanza scegliere correttamente la nicchia (o le nicchie) in cui inserirsi e i prodotti da vendere.

La scelta non sempre è facile, e deve tenere conto di diversi fattori. Una buona idea è quella di optare per un settore con cui si ha familiarità, anche se questo non è un obbligo.

Conoscere il settore significa conoscere i prodotti attualmente disponibili, la concorrenza e le richieste dei potenziali acquirenti.

Se però si tratta di un settore con poche possibilità di guadagno, è bene spostare la propria attenzione altrove, anche se questo significa addentrarsi in mondi che si conoscono poco.

Una buona regola base è selezionare per il proprio catalogo prodotti che permettano di avere un margine di guadagno pari almeno al 20% sul prezzo di vendita.

Percentuali più basse non giustificano l’impegno profuso, se non nel caso di prodotti particolarmente costosi e/o facili da vendere in elevate quantità (nell’ordine delle migliaia o decine di migliaia di unità).

Bene è optare per nicchie di piccole dimensioni, che non siano troppo sature di venditori e che siano popolate da acquirenti ben disposti a spendere il proprio denaro.

Come creare il negozio online

La creazione del negozio online è una delle fasi più impegnative della creazione di un business in dropshipping.

È necessario scegliere sin da subito che tipo di negozio si intende realizzare. Ne esistono due tipologie principali: i negozi sui marketplace e gli eCommerce autonomi.

I primi sono i negozi che i venditori terzi aprono su piattaforme come Amazon, Etsy ed eBay. Hanno il vantaggio di essere estremamente semplici da realizzare, poiché la loro creazione non è molto diversa da quella di un classico account su questi portali.

Aprire un negozio su un marketplace significa poter godere di riflesso della popolarità di quel marketplace, e quindi di essere in grado di intercettare un elevato numero di acquirenti.

Di contro, anche su questi portali la concorrenza è agguerrita, e spesso si viene a creare una corsa al ribasso che riduce i margini di profitto. I guadagni vengono ulteriormente limati dalle commissioni imposte dal marketplace.

Aprire un eCommerce è invece una buona soluzione per sfuggire da queste dinamiche e avere il massimo della libertà e delle possibilità di guadagno.

È un’operazione inizialmente più complessa (anche se oggi ci sono tanti servizi che la semplificano), ma che sul lungo periodo si rivela quasi sempre la scelta vincente.

Come promuovere il negozio

Un negozio non può funzionare senza dei clienti. Nel caso delle vendite online, i clienti sono prima di tutto dei visitatori, che poi possono essere convertiti in acquirenti usando diverse strategie di marketing.

È però prima necessario fare in modo da generare del traffico verso il proprio negozio, e per farlo la rete mette a disposizione molti strumenti diversi.

Un buon dropshipper deve essere in grado di utilizzarli a proprio vantaggio, e quindi di sapersi districare tra i sistemi di advertisement attualmente in voga.

Si va dalle classiche pubblicità su siti e motori di ricerca, alle ads messe a disposizione dai principali social, come Facebook e Instagram.

La creazione di campagne pubblicitarie permette di intercettare in poco tempo un elevato numero di visitatori, ma può al tempo stesso comportare una spesa elevata se non si è in grado di gestirle al meglio.

Altri sistemi, come l’email marketing, hanno invece costi di creazione e gestione più bassi, e se ben sfruttati permettono di ottenere risultati in linea con l’advertisement tradizionale.

Profitti e monitoraggio

Un’attività in dropshipping è una creatura viva, che non può essere lasciata sola in balìa del mondo.

Anche il negozio meglio realizzato è destinato al fallimento se non viene monitorato con costanza, e modificato in base ai feedback ricevuti.

Questi non si limitano alle sole indicazioni date dagli utenti, che comunque sono importantissimi (è per questo indispensabile avere una sezione dedicata alle recensioni e ai suggerimenti), ma anche ad altri parametri che si possono ottenere direttamente e indirettamente.

Il numero e la tipologia di vendite effettuate; i prodotti che riscuotono il successo maggiore e quelli che invece non riescono a garantire i risultati sperati; l’andamento delle campagne di marketing e la diffusione del brand.

Tutti questi indicatori devono essere tenuti in forte considerazione per ottimizzare il proprio store, così come vanno monitorati anche i trend, gli andamenti del mercato e lo sviluppo della concorrenza.

I corsi di dropshipping non devono quindi spiegare solo come avviare l’attività, ma anche come gestirla nel tempo.

Questioni legali e burocratiche

Le questioni legali e burocratiche legate alle vendite in dropshipping sono molto poche.

La creazione di un negozio online è, infatti, molto più semplice e fiscalmente snella rispetto a quella di un negozio tradizionale.

È comunque indispensabile aprire Partita IVA e scegliere il codice ATECO adatto. C’è da dire che molti degli adempimenti fiscali e burocratici previsti in questo caso, sono stati estremamente semplificati dall’introduzione della Comunicazione Unica d’Impresa, una pratica unica per regolarizzare la propria posizione di venditore online.

Esistono poi altre imposizioni relative alla piattaforma online creata, che deve sottostare alla normativa europea attualmente in vigore in materia di dai e privacy.

Questo regolamento, che prende il nome di GDPR, ha sancito l’obbligo di creare una Cookie Policy e un relativo banner qualora si faccia uso di cookie (e, nel caso degli eCommerce, questo accade praticamente sempre).

Sono state normate anche la Privacy Policy e le Condizioni Generali di Vendita, ma non è necessario spaventarsi: molti servizi di consulenza permettono di rispettare questi requisiti con una spesa minima (pochi euro al mese).

Dropshipping vs prodotti digitali

La grande popolarità del dropshipping è dovuta indubbiamente ai molti vantaggi che questo modello di vendita garantisce a chi intende avviare un nuovo business online.

I costi di avvio bassi, così come quelli di gestione (soprattutto se paragonati a quelli delle vendite tradizionali); il rischio di perdita di capitali minimo, considerando che non è necessario acquistare merce in anticipo né lo è investire soldi per il suo corretto stoccaggio.

Eppure, sarebbe sbagliato dire che oggi il dropshipping è il business online con più vantaggi. Un nuovo sistema di guadagno si è fatto strada negli ultimi anni, promettendo vantaggi ancora maggiori.

Sto parlando della vendita dei prodotti digitali, e cioè di quell’attività che consiste nel distribuire a pagamento non prodotti fisici (come un paio di scarpe o una crema per il corpo), ma contenuti multimediali di diverso tipo: eBook, loghi, template, o anche interi corsi e webinar.

Un settore in fortissima ascesa, grazie al crescente interesse verso i prodotti digitali e ad una domanda che aumenta anno dopo anno.

I digital product, infatti, sono in grado di soddisfare le esigenze degli acquirenti andando a coprire nicchie ancora vergini, a differenza di quanto accade invece ora con i prodotti in dropshipping, che soffrono la saturazione del mercato e una accesa concorrenza tra i venditori.

Più nello specifico, è il mondo della formazione a generare una delle richieste più elevate: corsi e tutorial permettono a chiunque di apprendere concetti e know how introvabili altrove.

Se pensiamo a settori come quello del marketing online, ad esempio, è facile intuire quanto i percorsi accademici tradizionali siano superati e insufficienti, al contrario invece dei corsi online che riescono ad essere al passo con i tempi e facilmente rivendibili nel mondo del lavoro.

Perché vendere prodotti digitali conviene

La grande convenienza dei prodotti digitali non è legata soltanto alla maggiore domanda e alla minore concorrenza, ma anche ad alcune caratteristiche intrinseche di questa attività online.

Paragonata al dropshipping, la vendita di prodotti digitali risulta più conveniente perché di più semplice gestione.

Se già il dropshipping offre molti vantaggi rispetto alle vendite tradizionali (di cui abbiamo già parlato nei paragrafi precedenti), i prodotti digitali si spingono ancora oltre.

Non trattandosi di merce fisica, sono letteralmente azzerati tutti gli oneri relativi all’immagazzinamento e alla distribuzione. I prodotti digitali non occupano spazio fisico, e possono essere conservati facilmente su qualsiasi unità di memoria (dischi locali, server, servizi cloud, etc…).

Sono replicabili all’infinito, e quindi vengono meno anche i problemi legati alla disponibilità e alla gestione dell’inventario.

Quasi sempre i prodotti digitali vengono venduti direttamente da chi li ha creati, e quindi non si è legati ai fornitori, alle loro richieste e alle loro disponibilità.

I margini di guadagno sono altissimi, sia perché il costo di “produzione” del prodotto è basso e facilmente ammortizzabile (dal momento che creare più copie è un’operazione gratuita), sia perché la bassa concorrenza e l’elevata domanda permettono di fissare prezzi particolarmente convenienti per i venditori.

Un prodotto digitale, inoltre, non scade e non può danneggiarsi. Ne deriva un’assistenza post vendita veramente minima, così come minime sono le richieste di rimborso e di reso, che comunque sono esaudibili in pochi click.

L’AI al servizio della vendita di prodotti digitali

L’intelligenza artificiale, anche detta AI, ha radicalmente cambiato il modo di creare e concepire nuovi contenuti

Lo vediamo ogni giorno, quando aprendo un qualsiasi social incappiamo, dopo poche scrollate, in immagini o video generate con un tool basato sull’intelligenza artificiale.

Gli usi possibili sono veramente tanti, e non tutti si fermano al semplice piano ricreativo: l’intelligenza artificiale può già essere integrata nel proprio business online, e in particolar modo può dare un’enorme mano nella creazione di prodotti digitali.

Il motivo è presto detto: generatori di testo come ChatGPT, o di immagini come Dall-E e Midjourney, possono essere utilizzati sia singolarmente che combinati insieme per dare vita a progetti anche molto complessi, ottenendo in pochi minuti dei contenuti pronti alla vendita.

Creare prodotti digitali è oggi più facile che mai: chiunque può, ad esempio, dare vita ad un eBook completo di testi e illustrazioni in pochi click, anche se non ha mai scritto storie o disegnato in vita sua.

I tool AI richiedono all’utente la sola immissione di prompt testuali, che sapranno poi tradurre in contenuti che poco hanno da invidiare a quelli realizzati da professionisti del settore.

Questa possibilità gioca moltissimo a favore della vendita dei prodotti digitali, che in questo modo diventa un sistema di guadagno ancora più conveniente rispetto a business più “datati” come il dropshipping.

Quella che stiamo vivendo in questi mesi è una vera e propria democratizzazione del processo creativo, che permette ai più intraprendenti di non dover più sprecare tempo, risorse ed energie nella creazione di contenuti, concentrandosi invece sugli aspetti legati al marketing.

Conclusioni

I corsi di dropshipping sono un ottimo sistema per apprendere velocemente tutto il necessario per avviare la propria attività di vendita online e diventare un dropshipper professionista.

Non tutti i corsi sono egualmente validi: alcuni più di altri permettono di ottenere una formazione completa e rivendibile da subito nel mondo del lavoro.

Il dropshipping continua ad essere un buon modello di vendita, ma l’estrema concorrenza creatasi negli ultimi anni lo rende, ad onor del vero, meno appetibile rispetto ad altri business che, come la vendita dei prodotti digitali, garantiscono margini di guadagno più ampi.

Domande frequenti sui corsi di dropshipping

Quanto costa un corso dropshipping?

I corsi di dropshipping hanno costi che variano da poche centinaia a svariate migliaia di euro.

Cosa studiare per fare dropshipping?

Per fare dropshipping è necessario aumentare la propria competenza in materia di digital marketing, ecommerce e advertisement.

Quanti soldi ci vogliono per iniziare a fare dropshipping?

Il dropshipping ha costi iniziali molto bassi. In linea di massima la spesa di avvio di una piccola attività non richiede più di poche centinaia di euro.

Quanto guadagna un dropshipper al mese?

I guadagni di un dropshipper sono potenzialmente illimitati. Stando alle statistiche, un dropshipper professionista in Italia guadagna dai 2000 agli 8000 euro al mese.

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